Vertical city

Camminando dal mare e dalla costa verso l’interno, tutti dicono che Genova è una città “in salita”.
Creuze tortuose, vecchie mulattiere si inerpicano lungo le dossali della collina, per raggiungere i crinali e l’oltregiogo, l’interno di questa regione montana.
I quartieri collinari costruiti nell’Ottocento ormai nascondono queste creuze e i genovesi che ancora le percorrono per raggiungere palazzi e case incastrati nella collina, sembrano sparire fra i muri alti che le delimitano.
Scale e salite obbligate, perché non sempre è possibile utilizzare auto o moto. Piccoli giardini nascosti, porzioni di spazi privati che è possibile scorgere solo addentrandosi negli stretti camminamenti che conducono in alto.
Ascensori e funicolari, antichi macchinari e nuove tecnologie aiutano a vivere questa città dischiusa su molti livelli.
Punti di vista. Non si conosce Genova mai abbastanza. Terrazzi, scorci, abbaini, mirador, tegole, affacci, torri, campanili. Ponti, passaggi, tunnel, giardini sospesi. Naso all’insù in cerca di luce. Sole e vento finalmente, aria, maestrale e tramontana.
Siamo sicuri che sia una città in salita? E se invece fosse una città in discesa?
“Scendo in centro – Vado a Genova”.
Giù veloci per le Creuze, i bambini corrono e ti aspettano in fondo, le gambe molli, le ginocchia piegate ecco adesso qui è piatto, orizzontale, ma no scendi anche nei vicoli….
Guardandola dal mare e si vedrà un semicerchio che sembra appena socchiuso, ma invece si allunga, diventa stretto stretto alle sue estremità.