San Fruttuoso e Camogli

Entrando nel porto di Camogli con la barca, si ha la sensazione di essere arrivati in un luogo speciale. Le rocce che si aprono di fronte al Castello cominciano a raccontare di terre antiche, di insediamenti arcaici, di onde burrascose che ne hanno modellato le forme.
Un mondo a parte, dove ritrovi antichi gesti, odori, suoni. Sul piccolo molo i pescatori mostrano orgogliosi i tesori che il mare ha voluto donare, un pesce semplice, fresco e ottimo. Ritirano con maestria le loro reti, riparate e messe ad asciugare sui sostegni davanti alle loro barche, una flotta ancora molto attiva.
Il Castello e la Chiesa dell’Assunta protesi sul mare rivelano come gli abitanti di Camogli e della costa per secoli abbiano lottato contro nemici terribili, il vento, le mareggiate e i pirati saraceni.
Case altissime, vicoli strettissimi. Colori accesi, vivaci, pastello, finestre vere e finestre finte.
Facciate dipinte che ingannano l’occhio, decorazioni, personaggi, piccoli gatti, persiane aperte, ma nulla è concreto, la pittura suggerisce quello che non c’è. Niente ascensori, solo scalini implacabili, ma si è ripagati da una vista stupefacente. Piccoli cestini di vimini e panni stesi lottano contro la brezza marina.
Il vecchio borgo medievale con il suo Caruggio, la moderna passeggiata e la spiaggia sul Golfo Paradiso sono ancora intatti. La modernità fa fatica ad adattarsi a questa terra difficile. Tutto è ancora a misura d’uomo, semplice, genuino, schietto. A volte rude, come il carattere dei suoi abitanti, forgiati nel passato dalla vita dura.
Dalla spiaggia si scorge la piccola tonnara e in alto la chiesa di San Rocco; da lì a piedi oppure da Camogli via mare, si arriva fino a Porto Pidocchio e Punta Chiappa. Case sparse e bunkers della Seconda Guerra offrono punti di sosta e affacci formidabili sul mare.
Dietro punta Chiappa, navigando verso il Golfo del Tigullio si incontra San Fruttuoso e la sua Abbazia benedettina. Un luogo davvero incantato, solitario, un eremo religioso di proprietà della famiglia Doria. La storia e la leggenda si fondono e si perde il senso del tempo. Non ci si stanca mai di venire qui, è una vera fuga dalla realtà, dal rumore, dall’eccesso. Il mare sfuma sulle rocce e da blu diventa azzurro, turchese, verde.
Luoghi semplici, cibo semplice: umili ingredienti per una cucina genuina come focaccia al formaggio calda e filante, pesce fritto e vino bianco fresco.